Maria Montessori

“Io cominciai la mia opera come un contadino che aveva messo a parte una buona sementa di grano e al quale fosse stato offerto un campo di terra feconda per seminarvi liberamente. Ma non fu così. Appena mossi le zolle di quella terra, io vidi oro invece di grano”

 


 

Prima donna a laurearsi in Medicina in Italia, Maria Montessori dedicò la sua intera vita ad elaborare e a perfezionare un metodo che favorisse lo sviluppo psichico dei bambini nel modo più naturale e ottimale possibile. Nonostante gli ostacoli che le si presentarono nel corso degli anni, dovuti prima all’essere donna in una società al maschile e poi ai regimi nazisti e fascisti, il suo carattere forte e volitivo la portò a raggiungere risultati straordinari.

Maria Montessori nacque a Chiaravalle, in provincia di Ancona, nel 1870, figlia unica di una famiglia borghese.
All’età di cinque anni, insieme alla famiglia, si trasferì a Roma dove, pochi anni più tardi, in pieno contrasto con il volere paterno, frequentò la Regia Scuola Tecnica, anziché il Ginnasio, conseguendo poi il diploma (sempre in assenza dell’approvazione del padre) presso il Regio Istituto Tecnico “L. Da Vinci”.
In possesso di un diploma che equivarrebbe oggi al diploma di maturità scientifica, prese l’irremovibile decisione di iscriversi all’Università per intraprendere gli studi di medicina. Il fatto che mai nessuna donna prima di Maria Montessori avesse intrapreso questo cammino non facilitò l’ammissione alla Facoltà: svariate furono gli ostacoli e le rifiutate approvazioni necessarie all’iscrizione.
Nell’autunno del 1890 si iscrisse così alla “Facoltà di scienze fisiche, naturali e matematiche” riuscendo in poco tempo a conseguire la licenza.
Due anni più tardi tornò a fare richiesta di ammissione a medicina, arrivando a interpellare Papa Leone XIII che diede il suo benestare.
Prima studentessa di medicina in Italia, Maria Montessori si specializzò nello studio della pediatria, conseguendo la laurea nel 1896.
L’anno successivo, nell’ambito del suo lavoro presso gli ospedali e le cliniche psichiatriche romani,.iniziò a interessarsi ai bambini al tempo definiti “idioti”.
Nel corso degli anni i suoi studi continuano, allargandosi ad aree esterne a quella medica nell’interesse del lavoro con i bambini e avvicinandola ai lavori di Itard e Séguin sulla pedagogia speciale.
Dal 1900 inizia a dedicare parte del suo tempo all’educazione di quelli che daranno i futuri maestri presso la Scuola Magistrale Ortofrenica a cui viene affiancata una classe di bambini dove la Montessori inizia a sperimentare l’efficacia del materiale elaborato da Séguin e iniziando a elaborare nuovi materiali didattici.
Nel primo decennio del Ventesimo secolo aumenta la sua popolarità nell’ambiente accademico, continuando l’osservazione dei bambini, l’insegnamento ai futuri maestri, partecipando a importanti convegni in tutta Europa e pubblicando numerosi studi.

Il 6 gennaio 1907 venne aperta, sotto la sua supervisione la prima Casa dei Bambini nel quartiere San Lorenzo di Roma, grazie alla quale inizia a sviluppare e testare una grande parte del materiale montessoriano destinato alla fascia di età dai tre ai sei anni, con la preziosa collaborazione della Società Umanitaria che l’anno successivo aprì una Casa dei Bambini a Milano e che si assunse l’onere di fabbricare i materiali necessari alla vita scolastica.
In pochissimi anni le Case dei Bambini si moltiplicano nella città di Roma, venendo ad assumere una certa eco nella società romana e italiana e esponenti illustri delle classi aristocratiche e borghesi fanno spesso visita alle scuole di Maria Montessori, incuriositi dai risultati riportati dai loro alunni.
Con la diffusione delle scuole Montessori a Roma e a Milano iniziarono a essere più frequenti anche i corsi destinati alla formazione degli insegnanti che riscossero un buon successo.
Dalle fila delle classi aristocratica e borghese nacque la “Società degli Amici del Metodo Montessori”, il cui obiettivo fu, da un lato, fondare scuole destinate ai bambini più abbienti e, dall’altro, sostenere le scuole dei quartieri più poveri.

Dal 1912 il metodo iniziò ad avere diffusione in Gran Bretagna, Francia, Russia e Stati Uniti e, l’anno successivo, venne istituito il primo corso internazionale con allievi provenienti da diverse parti del mondo.
Nello stesso 1913, i viaggi di Maria Montessori superarono i confini europei e la videro in America, mentre i suoi scritti raggiungevano il Giappone e l’Australia e le prime scuole Montessori venivano aperte in Scozia, Russia e Australia.

Il metodo elaborato da Maria Montessori, era, agli inizi degli anni Venti, ormai consolidato, conosciuto e apprezzato nella maggior parte del mondo: i viaggi, i corsi, i convegni e le pubblicazioni ad opera della Dottoressa Montessori crescevano esponenzialmente con il trascorrere del tempo.
Nel 1926 fu aperta la prima scuola secondaria Montessori ad Amsterdam.

Nel 1924 Maria Montessori fondò l’Opera Nazionale Montessori, il cui Presidente Onorario fu l’allora Capo del Governo Benito Mussolini.
Nove anni più tardi, nel 1933 Maria Montessori e suo figlio Mario lasciano l’Opera Nazionale Montessori a seguito dell’inizio delle ostilità naziste in Germania e fasciste in Italia nei confronti del
metodo: i libri della Montessori vengono bruciati in Germania; il fascismo di Mussolini inizia a imporre veti sulle scuole a metodo Montessori; in Germania vengono chiuse tutte le scuole Montessori.
Data l’impossibilità di continuare il proprio lavoro e i propri studi in Italia, la famiglia Montessori si stabilisce in Spagna da dove Maria ricomincia a viaggiare nei Paesi non toccati dall’espansione nazi-fascista, e inizia a dedicarsi al tema della pace.

Nel 1939 la Montessori si reca in India per tenere un corso di formazione; pochissimo tempo dopo Hitler invade la Polonia dando avvio alla seconda guerra mondiale.
La nazionalità italiana di Maria e Mario Montessori fu la causa del soggiorno forzato in terra indiana fino al termine della guerra. In questi anni Maria Montessori ebbe l’occasione di conoscere Gandhi. Nehru, Tagore e Krishnamurti, oltre a quella di svolgere svariati corsi di formazione. Il soggiorno indiano portò anche all’elaborazione del progetto di Educazione Cosmica per la scuola elementare.
Il 1946 fu l’anno del ritorno in Europa: la Montessori, nonostante la prolungata assenza da casa, ricominciò subito i suoi viaggi europei.
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Maria Montessori ricevette, a seguito delle sue opere soprattutto nel periodo bellico, due candidature per il Nobel della Pace, dapprima nel 1949 e poi nel 1950.
Nel 1952 fu pubblicato l’ultimo volume, La mente del bambino, e la Montessori iniziò a organizzare un viaggio su invito del governo Ghanese.
Poco prima della partenza Maria Montessori morì a Noordwijk aan Zee (in Olanda) dove venne sepolta.
“Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace
negli uomini e nel mondo.”